Leggo sul Corriere della Sera cartaceo, sezione Focus, che non riesco a ritrovare on line, un articolo a firma di Mario Pappagallo:

194, aumentano gli obiettori
«Tanti gli aborti clandestini»
I ginecologi: 15 mila tra le italiane

Fra l’altro c’è scritto (ricopio solo alcune parti):

” Prima della 194 gli aborti clandestini venivano stimati in oltre 250.000 all’anno. Oggi, purtroppo, se ne fanno ancora 15 mila.

Gli aborti clandestini si fanno ancora nonostante la legge. La stima è di 15.000: il dato riguarda solo le italiane, in quanto non si dispone di stime affidabili per le donne straniere. E il numero potrebbe salire a 30 mila se si conoscesse la situazione delle immigrate, soprattutto clandestine. […]
Ed emerge un fenomeno nuovo: l’aborto «fai da te».
… con pillole acquistate su internet o in mercati illegali. Fra le più diffuse le prostaglandine, antiulcera che possono avere un effetto abortivo soprattutto all’inizio della gravidanza, con elevato rischio di emorragie e infezioni.

L’Italia, inoltre, è agli ultimi posti nel mondo occidentale nell’uso di metodi contraccettivi. Motivi? Per scelta (53%), scarsa conoscenza (38%), errato utilizzo (9%). La pillola, che ha rappresentato una svolta culturale ed epocale per la sessualità della donna, è molto poco usata nel nostro Paese. Ancor meno usato il preservativo. Tra gli effetti nefasti, l’aumento degli aborti tra le minorenni. «Cresce fra le minorenni — aggiunge Vittori —. E aumentano quelle con meno di 14 anni che abortiscono: dallo 0,5% del totale nel 1995 all’1,2% nel 2005». La maggior parte di richieste al giudice da parte delle minorenni arriva da 17enni (il 50,2%) e 16enni (30,3%). Ma le 14enni sono il 4,2%. «Complessivamente — spiega Vittori — l’età media è passata dai 17 anni del 1995 ai 16 anni e 9 mesi del 2005».

In aumento anche i tempi di attesa tra il rilascio della certificazione e l’intervento, un dato legato anche all’altissimo numero di obiettori dentro gli ospedali: il 72% dei medici e il 59% dei primari, e solo il 39,5% degli ospedali assicura la presenza di personale non obiettore disponibile per ogni turno. Qualcuno paventa anche che in alcune Regioni «la carriera si giochi a favore di chi obietta».
Obiettori in aumento? A livello nazionale, per i ginecologi si è passati negli ultimi anni dal 58,7% al 69,2%; per gli anestesisti dal 45,7% al 50,4%. In alcune Regioni l’aumento è molto rilevante, soprattutto nel Sud. In Campania gli obiettori sono quasi raddoppiati (i ginecologi sono passati dal 44,1% all’83%; gli anestesisti dal 40,4% al 73,7%; il personale non medico dal 50% al 74%). In Sicilia, i ginecologi obiettori sono saliti dal 44,1% all’84,2% e gli anestesisti dal 43,2% al 76,4%. Ma anche al Nord. In Veneto, l’obiezione è superiore al dato nazionale: 79,1% dei ginecologi; 49,7% degli anestesisti; 56,8% del personale non medico.

… c’è chi vede in questi dati una delle concause di tempi d’attesa ben oltre il consentito in certe Regioni del Sud e di quei 15 mila aborti clandestini. Soprattutto le minorenni potrebbero ricorrere alle «mammane» o a Internet per risolvere il «problema». Anche perché la cosiddetta pillola del giorno dopo, che non è quella abortiva, incontra ostacoli nel nostro Paese: non è facilmente reperibile come in buona parte d’Europa.
Riguardo, infine, alla RU-486 (la pillola abortiva) utilizzata in cinque Regioni (Trento, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Puglia), nel 2007 è stata utilizzata per 1.070 aborti (erano stati 1.151 nel 2006). Conseguenze negative per la salute delle donne? Non ne risultano.”

(brani tratti dall’articolo di Mario Pappagallo, su il Corriere della Sera del 6 ottobre 2008)

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2 commenti

  1. quyinto

     /  ottobre 8, 2008

    Come al solito…sei dentro la notizia.
    Io però sto perdendo ogni speranza. Come si può andare avanti in un apaese soffocato dalla presenza di un papa che ormai arriva anche a suggerirci come investire i nostri risparmi…nel mentre le sue banche per non andare incontro a brutte sorprese…scambia vile carta moneta e investe su più sicuri lingotti d’oro!!!

    Rispondi
  2. arden

     /  ottobre 8, 2008

    In effetti il consiglio di non pensare ai soldi ma piuttosto a Dio, scende da un singolare pulpito.
    Anna S.

    Rispondi

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