che vergogna, che disastro!

Che VERGOGNA! si legge oggi a titoli cubitali su tutti i quotidiani. Che DISASTRO!

Di che si tratta? Del fatto che il nostro Presidente del Consiglio ha inventato un inutile ministero per poter nominare  ministro un imputato, un suo fedele, al fine di permettergli di esercitare il legittimo impedimento e sfuggire al processo?
Del fatto che l'Istat afferma che in un paese come il nostro, che già si segnala in Occidente per i bassi salari, il numero dei disoccupati e dei poveri aumenta e che i giovani vivono nel precariato senza poter fare progetti di vita?
Del fatto che i lavoratori privilegiati, quelli che hanno un posto alla catena di montaggio della Fiat per esempio, costruiscano a ritmo serrato inutili Panda in condizioni il cui solo pensiero, se ci immaginiamo al loro posto, sembra insopportabile?
Del fatto che la scuola è allo sfascio?
Della corruzione che mostra i suoi visibili segni nel rapido disfacimento di opere pubbliche e nella non iniziata ricostruzione dell'Aquila?
Del fatto che persiste la volontà di fare una legge sulle intercettazioni che limiti l'informazione e nello stesso tempo le indagini della polizia e dei giudici sulla corruzione e la malavita organizzata?
Del fatto che si cerchino di svuotare tutte le istituzioni e la stessa Costituzione per consentire ai predoni, come li chiama oggi D'Avanzo su Repubblica, di fare indisturbati il proprio interesse?
Del fatto  che dal mondo non smettano di venire e di accavallarsi notizie di ingiustizia e di violenza?
Del fatto che qualcuno ci ricorda come nel Niger muore di stenti un bambino ogni 4 secondi?

No. Pare che si tratti della nazionale di calcio, che ha dato cattiva prova di sé in Sudafrica. E se ne parla per pagine  e pagine, con indignata veemenza.

Che vergogna, in effetti.

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c’è del marcio, in Danimarca

Vi copio qui, in traduzione, i versi satirici di un non identificato poeta – di Elsinore, pare – vissuto tra il XVI e il XVII secolo. Lui li mette in bocca al re Claudio –  quel "dannato farabutto sorridente", secondo la definizione di Amleto. Sono anonimi perchè, come è noto, nella Danimarca d’allora, quelli erano tempi bui e pericolosi. 
La loro lettura può fare apprezzare meglio la fortuna di vivere altrove e in tempi più sereni.

Venite qui a palazzo, venite alla mia corte,
voi che tanto patite del vile accanimento
di giudici e segugi,
venite nell’asilo che fa tutti innocenti:
qui c’è l’immunità, larghezza di vedute,
convergenza di intenti,
qui ogni male si muta in risa ed in battute,
persino i terremoti sono dei lieti eventi
di cui spanciarsi a letto sognando oro a palate.
Venite qui a palazzo, voi che siete indagati:
qui c’è la gran cuccagna,
qui non si paga il prezzo e si vive beati
nel flusso incontrollato, nel benefico olezzo
dei campi di mammona,
e –  abbasso la micragna – c’è mona a volontà.
Su dunque, a me venite, datemi buon sostegno,
voi fedeli evasori del fisco e delle leggi,
eroi e riciclatori di funebri guadagni:
qui non ci son lacciuoli, di libertà qui è il regno!

niente caffè ai terremotati

Sentivo stamattina a Radio Radicale che Bertolaso avrebbe proibito, nelle tendopoli dei terremotati in Abruzzo, il consumo di caffè, cioccolata, Coca cola e vino. Sarebbero da evitare in quanto «eccitanti».
Le condizioni di vita si fanno sempre più difficili in quella situazione, sotto le tende, in convivenze forzate. A quanto pare però gli unici provvedimenti sono di tipo repressivo. I terremotati sempre più assomigliano a sorvegliati speciali: per spostarsi da un settore all’altro di queste tendopoli, per andare per esempio a visitare un parente, occorre sempre chiedere un permesso.
Queste notizie erano riferite non da un passante o viaggiatore, ma dalla rappresentante della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane.
L’intervista di Radio Radicale può essere ascoltata qui:
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