Hieroglyphica

I Feaci, sia pure un po' a rilento, continuano con le loro pubblicazioni.
Questa è la volta di

Hieroglyphica
di
Giuseppe Paiano


Si tratta di due preziosi poemetti strettamente collegati tra loro, preceduti dalla prefazione di Annalisa Busato:

"Albedo, rubedo: due parole che evocano due fasi di quell’opera alchemica che può magicamente trasformare la materia in oro. Il tema è la trasformazione, dunque, in questo poemetto così criptico e semplice al tempo stesso.
Dalla Nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve putrefacendosi, si passa all’Albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi; e finalmente si giunge allo stadio finale della Rubedo o opera al rosso, in cui ogni frammento si ricompone, fissandosi in un nuovo, prezioso equilibrio degli elementi.
Attraverso le tre operazioni la "materia prima", mescolata con lo zolfo e il mercurio, e scaldata nella fornace (atanor), si trasforma gradualmente in oro, passando attraverso vari stadi, contraddistinti dal colore assunto dalla materia durante la trasmutazione.
Che significato ha tutto ciò, sembra chiedersi Paiano, se nel crogiuolo ci siamo noi, in carne ed ossa, la nostra umanità e il nostro carico di sofferenze? E cosa accade alla materia del canto, al canto stesso, se il poeta tenta di inseguire, di dire questa trasformazione? Accade che la scrittura diventa un susseguirsi di fulminee immagini oniriche, che palpitano per un attimo davanti ai nostri occhi e subito si dissolvono in nuove e incalzanti apparizioni. La trasmutazione avviene nella scrittura, e la scrittura stessa è l’opus alchemicum."

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  Anna Guala

La gioia concessa

 su Feaci poesia

Le poesie di Anna Guala nascono dall’esperienza dolorosa del senso di precarietà che si scopre quando la trama, apparentemente tenace, degli affetti e delle relazioni di cui è tessuta la vita, improvvisamente si lacera e mostra le sue falle, interrompendo contatti quotidiani, spezzando i fili delle corrispondenze, strappando lo stesso tessuto interiore del sentimento di sé. Non sembrano esserci scudi, allora, dietro cui trovare riparo, né spugne / per cancellare il volto / assurdo e crudele della vita...

La raccolta è divisa in due sezioni in qualche misura speculari. Nella prima, intitolata Distacchi, si dice dello strazio delle separazioni, quando le persone amate scompaiono in modo improvviso e inaspettato (senza poter più dire,/ senza una mano che si levi/ per l’ultimo saluto) oppure migrano lentamente nell’esilio di una sofferenza inesplicabile, che crudelmente le sottrae, pur se ancora vive, ad ogni colloquio.


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vecchi e nuovi Feaci

La corte dei Feaci, rinnovata nel suo look, si arricchisce di sempre nuove presenze, sia nello staff redazionale che nella sua vetrina.
È entrata a far parte della redazione una delle più interessanti scrittrici della rete, Zena Roncada. Sono di Zena le quarte di copertina degli ultimi e-book pubblicati: “In levare” di Massimo La Spina, “Le parole nostre” di Teréz Marosi, “Le Temps des Cerises” di Lino Di Gianni, “Angeli e case” di Anna Mallamo.
Il libro di quest’ultima, già nota e apprezzatissima dal pubblico dei Feaci, ha ispirato i bellissimi acquerelli del pittore e scrittore Mario Bianco, che corredano la pubblicazione: scritture parallele, “sinestesie a due voci”, come le definisce Zena Roncada nella sua nota di presentazione.

Tutte le prefazioni e le quarte di copertina sono ora disponibili in nuova pagina del sito, intitolata In margine, che ci auguriamo possa arricchirsi di nuovi contributi.