ancora sulla sostanza (nonché sulla vita)

In prossimità delle elezioni il pastore (QUI) si ricorda delle sue pecorelle e tempestivamente le ammonisce a votare tenendo a mente che ci sono "valori non negoziabili" per un cattolico. E cioè la difesa della vita, prima di tutto.
Da che cosa si deve difendere la vita? prima di tutto, e sopra ogni cosa, dal "delitto incommensurabile dell'aborto".
E che c'entra? si chiede qualcuno, un po' distratto. Non esiste già in Italia la legge che regola l'aborto?
Sicuro, la legge c'è, e anche il cardinale lo sa: con suo rammarico l'aborto non è più illegale, nonostante  i battaglioni di medici obiettori che in alcune regioni cercano di boicottarne la pratica, e di ricondurla alla clandestinità.
Con chi ce l'ha allora? Ce l'ha con la pillola abortiva RU486, che nel luglio scorso è stata approvata dall'Agenzia Italiana del Farmaco, e dal 10 dicembre scorso è tra i farmaci utilizzabili anche in Italia (come nel resto di Europa)  – non in libera vendita, ma somministrabile sotto stretto controllo medico, e cioè solo in ospedale. I dettagli sulle modalità spettano alle Regioni.
La Bresso (Piemonte) e la Bonino (Lazio) intendono far sì che l'uso di tale pillola entri effettivamente nella pratica ospedaliera, anziché restare lettera morta sulla carta della Gazzetta Ufficiale.
Ecco dunque che il cardinale invita le sue pecorelle a negare il voto a queste due pericolosissime criminali, che intendono portare ad effetto ciò che stato dichiarato lecito e praticabile dai competenti organi ufficiali.
Ne consegue che le pecorelle dovrebbero votare per le destre neofasciste, per i berlusconiani e per i leghisti.

Il bello è che il cardinale ha anche parlato d'altro: ha detto per esempio che, sopratutto gli amministratori pubblici, dovrebbero essere onesti, non rubare dalla "cosa pubblica" e provvedere ad accogliere gli immigrati, integrarli nella società italiana, trattarli da «eguali» ecc.
Quanto importi al cardinale di queste cose, e in specie dell'ultimo punto, quello degli immigrati, è presto detto, visto che – il pensiero fisso sempre e solo sull'utero delle peccaminosissime figlie di Eva, madre di tutti i mali – invita a votare in Piemonte e in Lazio per quelle formazioni che della "lotta contro l'immigrazione" hanno fatto la loro bandiera, contribuendo a diffondere e rafforzare nel gregge sentimenti xenofobi e atteggiamenti razzisti. Atteggiamenti chiaramente non in contrasto con la difesa della vita, pare di capire.

Bisogna capirlo: la Chiesa, un po' come il Presidente del Consiglio, è di questi tempi sotto attacco. La si accusa di aver protetto, occultato e sottratto alla giustizia dei tribunali i preti che hanno commesso abusi su minori. Sono abusi che non solo i preti commettono, dice il cardinale – usando il famoso argomento di quelli che, commettendo un reato, dicono, come il divo Corona: Ma tutti lo fanno, mica noi soli – e glissa sul centro della questione, che non è la pedofilia, ma l'aver protetto dalla legge i suoi membri colpevoli di pedofilia. Aggiunge che la Chiesa non intende subire "strategie di discredito generalizzate". I complotti, insomma.
Burlesconi, sensibile a tali argomenti, subito ha fatto pervenire al Papa la solidarietà del suo governo (quello che ama la vita, come si sa, tanto da promettere in comizio di sconfiggere il cancro – con qualche bel taglio ai finanziamenti per la Ricerca).  B si sente vicino a BXVI per le difficoltà in cui si trova che, dice, sono diventate motivi di un "attacco alla Chiesa e perfino alla sostanza stessa della religione cristiana".
La sostanza va di moda da un po' di tempo in qua: specie in contrapposizione al "formalismo" delle leggi. Cioè alla legge.

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sacralità della vita

La famosa “difesa della vita” che tanto sembra appassionare le destre che sono al governo e i loro sostenitori quando si tratta di difendere gli embrioni o di impedire di morire a persone ridotte nelle condizioni della povera Englaro, la famosa “identità” cristiana e cattolica da sbandierare quando si tratta di impedire la costruzione di moschee, non valgono più quando le vite da difendere sono quelle di migranti. In questo caso le vite non sono più sacre, gli esseri umani possono essere tranquillamente e senza rimorsi abbandonati alla loro agonia, gli interventi di soccorso possono venire scoraggiati e fatti passare per complicità nel reato di immigrazione clandestina, i rampolli di leader “padani” possono divertirsi a lanciare su Facebook giochini idioti e razzisti e, infine, si può anche rispondere in malo modo ai rappresentanti della Chiesa ai cui valori sempre ci si appella quando si tratta di ostacolare la fecondazione assistita o il diritto di ciascuno a scegliere una morte dignitosa.

la sensibilità di Bush

L’elezione di Barack Obama allarma il cardinale Julian Herranz, presidente della Commissione disciplinare della Curia Romana, giurista di fiducia di Benedetto XVI e massimo rappresentante dell’Opus Dei: il dotto e pensoso cardinale è preoccupato perché Obama vuole cancellare i divieti messi da Bush al finanziamento di stato alla ricerca sulle cellule staminali (che quindi negli USA è stata lasciata in esclusiva ai laboratori privati). Obama ragionevolmente ritiene che i finanziamenti di stato possano rendere la ricerca meno condizionata dagli interessi delle case farmaceutiche.
Ma per l’alto prelato, intervistato ieri su La Stampa, il pericolo è che “dall’America, dopo la sensibilita’ di Bush sul tema, arrivi il segnale opposto: tutto e’ lecito nei laboratori, pur di ottenere risultati terapeutici”.

Gesù, come si sa, se la faceva a volte anche con le puttane e i poco di buono, e accettava di andare a pranzo talvolta anche da qualche ricco (che era pur sempre, però, un ricco intellettualmente curioso, che accoglieva in casa sua un profeta piuttosto discusso). Quelli con cui il nazareno ce l’aveva, fino a scatenarsi in terribili invettive, erano però, più degli stessi ricconi e potenti della terra, gli scribi e i farisei, cioè tutti i preti e teologi del tempo.
Mi chiedo sempre come sia possibile ai cattolici che dicono di richiamarsi a lui, immaginarlo, non dico simpatizzare, ma anche solo mostrare una qualche tollerante sollecitudine per questi grandi scribi vaticani o addirittura condividere il loro apprezzamento nientemeno che della sensibilità del facitore di guerre e petroliere Bush sui grandi temi riguardanti la vita e le sorti dell’umanità.

Leggo sul Corriere della Sera cartaceo, sezione Focus, che non riesco a ritrovare on line, un articolo a firma di Mario Pappagallo:

194, aumentano gli obiettori
«Tanti gli aborti clandestini»
I ginecologi: 15 mila tra le italiane

Fra l’altro c’è scritto (ricopio solo alcune parti):

” Prima della 194 gli aborti clandestini venivano stimati in oltre 250.000 all’anno. Oggi, purtroppo, se ne fanno ancora 15 mila.

Gli aborti clandestini si fanno ancora nonostante la legge. La stima è di 15.000: il dato riguarda solo le italiane, in quanto non si dispone di stime affidabili per le donne straniere. E il numero potrebbe salire a 30 mila se si conoscesse la situazione delle immigrate, soprattutto clandestine. […]
Ed emerge un fenomeno nuovo: l’aborto «fai da te».
… con pillole acquistate su internet o in mercati illegali. Fra le più diffuse le prostaglandine, antiulcera che possono avere un effetto abortivo soprattutto all’inizio della gravidanza, con elevato rischio di emorragie e infezioni.

L’Italia, inoltre, è agli ultimi posti nel mondo occidentale nell’uso di metodi contraccettivi. Motivi? Per scelta (53%), scarsa conoscenza (38%), errato utilizzo (9%). La pillola, che ha rappresentato una svolta culturale ed epocale per la sessualità della donna, è molto poco usata nel nostro Paese. Ancor meno usato il preservativo. Tra gli effetti nefasti, l’aumento degli aborti tra le minorenni. «Cresce fra le minorenni — aggiunge Vittori —. E aumentano quelle con meno di 14 anni che abortiscono: dallo 0,5% del totale nel 1995 all’1,2% nel 2005». La maggior parte di richieste al giudice da parte delle minorenni arriva da 17enni (il 50,2%) e 16enni (30,3%). Ma le 14enni sono il 4,2%. «Complessivamente — spiega Vittori — l’età media è passata dai 17 anni del 1995 ai 16 anni e 9 mesi del 2005».

In aumento anche i tempi di attesa tra il rilascio della certificazione e l’intervento, un dato legato anche all’altissimo numero di obiettori dentro gli ospedali: il 72% dei medici e il 59% dei primari, e solo il 39,5% degli ospedali assicura la presenza di personale non obiettore disponibile per ogni turno. Qualcuno paventa anche che in alcune Regioni «la carriera si giochi a favore di chi obietta».
Obiettori in aumento? A livello nazionale, per i ginecologi si è passati negli ultimi anni dal 58,7% al 69,2%; per gli anestesisti dal 45,7% al 50,4%. In alcune Regioni l’aumento è molto rilevante, soprattutto nel Sud. In Campania gli obiettori sono quasi raddoppiati (i ginecologi sono passati dal 44,1% all’83%; gli anestesisti dal 40,4% al 73,7%; il personale non medico dal 50% al 74%). In Sicilia, i ginecologi obiettori sono saliti dal 44,1% all’84,2% e gli anestesisti dal 43,2% al 76,4%. Ma anche al Nord. In Veneto, l’obiezione è superiore al dato nazionale: 79,1% dei ginecologi; 49,7% degli anestesisti; 56,8% del personale non medico.

… c’è chi vede in questi dati una delle concause di tempi d’attesa ben oltre il consentito in certe Regioni del Sud e di quei 15 mila aborti clandestini. Soprattutto le minorenni potrebbero ricorrere alle «mammane» o a Internet per risolvere il «problema». Anche perché la cosiddetta pillola del giorno dopo, che non è quella abortiva, incontra ostacoli nel nostro Paese: non è facilmente reperibile come in buona parte d’Europa.
Riguardo, infine, alla RU-486 (la pillola abortiva) utilizzata in cinque Regioni (Trento, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Puglia), nel 2007 è stata utilizzata per 1.070 aborti (erano stati 1.151 nel 2006). Conseguenze negative per la salute delle donne? Non ne risultano.”

(brani tratti dall’articolo di Mario Pappagallo, su il Corriere della Sera del 6 ottobre 2008)

nascere e morire

Domenica scorsa il papa ha nuovamente parlato degli embrioni e delle persone ridotte a una condizione vegetativa, la cui esistenza in vita dipende dal grande progresso della moderna tecnica medica.
Ha detto: “L’uomo rimane uomo* con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma.

Sempre nello stesso discorso ha anche affermato, secondo quanto riportano i giornali, che tutta la scienza “e’ una grande lotta per la vita”, ma anche se la medicina riuscisse a trovare “una pillola dell’immortalita’ “, cio’ porterebbe solo ad un mondo di vecchi, senza piu’ spazio per i giovani”. Dunque è meglio non sperare nel “prolungamento infinito della vita biologica”. La sola eternita’, ha aggiunto, si trova nell’incontro con Dio.

Bene. Sugli effetti di una ipotetica “pillola dell’immortalità” basta un minimo di immaginazione per essere d’accordo con lui.

Se però non ho capito male (e non credo) il Vaticano approva chi ritiene che un feto venuto alla luce molto prematuramente debba essere rianimato e tenuto in vita con tutti i mezzi di cui la scienza e la tecnica attuali dispongono. Allo stesso modo, il papa e i vescovi si battono contro il testamento biologico e l’interruzione dei trattamenti medici che prolungano l’agonia senza offrire sollievo o miglioramento al paziente.

Mi chiedo quale sia la coerenza interna tra queste due posizioni: quella contro la ricerca di una “pillola dell’immortalità” e quella contro il diritto degli uomini e delle donne di nascere e morire umanamente.
I feti prematuri che vengono rianimati e fatti vivere a forza attraverso tubicini collegati a sempre più potenti macchinari, non sono infine che cavie (sofferenti e destinate alla sofferenza) di una sperimentazione tecnica che tende alla scommessa di tenere in vita fuori dall’utero materno feti sempre più prematuri.
Così come i moribondi, che sopravvivono artificialmente, legati ai macchinari, sono a loro volta cavie di una sperimentazione molto coerente con l’obiettivo di tenere in scacco la morte.
Non voglio discutere ora su tali sperimentazioni. Esce dalle mie competenze, oltre tutto.
Mi chiedo però in che modo possa la Chiesa affermare contemporaneamente posizioni tanto in contrasto tra loro. Come possa, cioè, mentre parla di “dignità”, incontro con Dio e di Vita Eterna nel senso cristiano, battersi così appassionatamente per consegnare la nascita e la morte degli uomini e delle donne totalmente nelle mani della tecnica e della istituzione medica.

*(il papa usa il termine “uomo” all’antica, intendendo umanità, immagino).

Per il discorso del papa di domenica 9 marzo faccio riferimento QUI, ma è stato riportato da tutti i giornali.