nascere e morire

Domenica scorsa il papa ha nuovamente parlato degli embrioni e delle persone ridotte a una condizione vegetativa, la cui esistenza in vita dipende dal grande progresso della moderna tecnica medica.
Ha detto: “L’uomo rimane uomo* con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma.

Sempre nello stesso discorso ha anche affermato, secondo quanto riportano i giornali, che tutta la scienza “e’ una grande lotta per la vita”, ma anche se la medicina riuscisse a trovare “una pillola dell’immortalita’ “, cio’ porterebbe solo ad un mondo di vecchi, senza piu’ spazio per i giovani”. Dunque è meglio non sperare nel “prolungamento infinito della vita biologica”. La sola eternita’, ha aggiunto, si trova nell’incontro con Dio.

Bene. Sugli effetti di una ipotetica “pillola dell’immortalità” basta un minimo di immaginazione per essere d’accordo con lui.

Se però non ho capito male (e non credo) il Vaticano approva chi ritiene che un feto venuto alla luce molto prematuramente debba essere rianimato e tenuto in vita con tutti i mezzi di cui la scienza e la tecnica attuali dispongono. Allo stesso modo, il papa e i vescovi si battono contro il testamento biologico e l’interruzione dei trattamenti medici che prolungano l’agonia senza offrire sollievo o miglioramento al paziente.

Mi chiedo quale sia la coerenza interna tra queste due posizioni: quella contro la ricerca di una “pillola dell’immortalità” e quella contro il diritto degli uomini e delle donne di nascere e morire umanamente.
I feti prematuri che vengono rianimati e fatti vivere a forza attraverso tubicini collegati a sempre più potenti macchinari, non sono infine che cavie (sofferenti e destinate alla sofferenza) di una sperimentazione tecnica che tende alla scommessa di tenere in vita fuori dall’utero materno feti sempre più prematuri.
Così come i moribondi, che sopravvivono artificialmente, legati ai macchinari, sono a loro volta cavie di una sperimentazione molto coerente con l’obiettivo di tenere in scacco la morte.
Non voglio discutere ora su tali sperimentazioni. Esce dalle mie competenze, oltre tutto.
Mi chiedo però in che modo possa la Chiesa affermare contemporaneamente posizioni tanto in contrasto tra loro. Come possa, cioè, mentre parla di “dignità”, incontro con Dio e di Vita Eterna nel senso cristiano, battersi così appassionatamente per consegnare la nascita e la morte degli uomini e delle donne totalmente nelle mani della tecnica e della istituzione medica.

*(il papa usa il termine “uomo” all’antica, intendendo umanità, immagino).

Per il discorso del papa di domenica 9 marzo faccio riferimento QUI, ma è stato riportato da tutti i giornali.

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2 commenti

  1. sbloblog

     /  marzo 14, 2008

    Sono parzialmente d’accordo.
    Dico “parzialmente” perchè alla nona riga mi sono addormentata.
    Caso mai riprovo più tardi.

    Rispondi
  2. arden

     /  marzo 14, 2008

    Sono lieta di aver avuto un benefico effetto: dormire dopo pranzo fa un gran bene :-))

    Anna S.

    Rispondi

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