I thank God for my humbleness

Certo che nei discorsi della sconfitta Renzi riesce bene, si muove completamente a suo agio, riesce quasi a commuovere. Così quando perse le primarie, così la notte del referendum.
Riesce bene perché il suo talento vero sta nel mentire.

Mi viene in mente Riccardo III, che, fingendo una scena di riconciliazione con i suoi avversari conclude il suo discorsetto dicendo : “Ringrazio Dio per la mia umiltà“.
In realtà ha solo intenzione di spazzare via tutti quelli che trova sulla via che porta alla corona.

Così ora il discorso di “addio” di Renzi sconfitto è, esattamente come fu quello dopo la sconfitta delle primarie, una finzione retorica da usare in seguito, come già fece, per procurarsi consensi (io sono diverso, io ho saputo accettare la sconfitta ecc.) .

Non si sa, non sembra probabile, che questa volta il gioco riesca. Tanto più che in nome della sua “umiltà” Renzi pare intenzionato a giocare allo sfascio (in paradossale sintonia con molte anime del No).
Vedremo. Non dovrebbe riuscirgli. Ma non possiamo ormai che stare a vedere.

Se cerco una qualche nota positiva, però la trovo: in Pisapia.
Ha votato Sì, per  evitare questa brutta situazione in cui siamo caduti.
Ma aveva intenzione già da prima, e la ribadisce ora con forza, di raccogliere le migliori forze di sinistra, le più vive, in quello che lui chiama un Campo Progressista.
Benché solo nascente, somiglia a una speranza.

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