narrativa visionaria

Già era un po’ irritante per persone della mia età, abituate a termini come “analisi” per esempio,  sentire usare, parlando di politica, il termine “narrazione”. Ma pazienza. Si cerca di capire, di seguire il discorso.
Ora però mi imbatto (già due o tre volte in questi ultimi giorni) nel termine “narrativa” usato come fosse la stessa cosa di “narrazione”.
Un calco dall’inglese, penso. Come “evidenza” al posto di “prova”, “eventualmente” al posto di “alla fine” e altri abusi del genere. Più sono adatti a generare confusione cancellando i contorni precisi dei vocaboli, più piacciono e si diffondono.

Chi lo sa però se “narrativa”  resisterà a lungo. Mi pare che il termine “visione” stia avanzando e occupando buone posizioni. Lo si usa per dire “insieme di idee” “teoria” o anche semplicemente “opinione”. Piace perché è vago e allude a qualcosa di intuitivo, quasi di onirico o mistico ecc., qualcosa che non si fonda su prove né su studio.
Non a caso si diffonde anche l’aggettivo “visionario”, che un tempo indicava una persona che soffriva di allucinazioni e priva di senso della realtà,  o uno che aveva visto apparizioni di santi o della madonna. Ora lo si usa, in politica, come elogio!

 

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1 Commento

  1. le parole diventano armi di distrazione di massa

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