a Shakespeare

È il compleanno di Shakespeare oggi. Più o meno.
Per festeggiarlo gli dedico il suo Sonetto 30, che ben si adatta ad esprimere ciò che accade a chi l’ama quando volge il pensiero verso di lui.
Eccolo letto, straordinariamente bene, da Kenneth Branagh:

Quando alle assise del dolce tacito pensiero
convoco la rimembranza delle passate cose,
sospiro allora per l’assenza di tante un dì cercate,
e gemo per la devastazione del mio caro tempo,
e l’occhio, non solito al pianto, mi si inonda
per i preziosi amici celati nella notte senza fine,
e riprovo dolore per pene d’amore da tempo consumate,
e piango la perdita di tante visioni ormai svanite:
mi dolgo allora per dolori già passati,
e di pena in pena gravemente ritorno
al conto triste di lamenti già lamentati
che torno a pagare, come non li avessi già pagati.
Ma se intanto volgo il pensiero a te, caro amico,
le perdite son tutte risanate e ogni pena ha fine.

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