opposizione

Perché è bella e direi addirittura commovente la trasmissione di Fazio e Saviano?
Perché si oppone completamente alla televisione dell'urlo e della volgarità quale siamo stati costretti a subire in questi anni nei programmi di cosiddetto intrattenimento e negli orrendi talk-show.
Perché si oppone alla cultura del chiasso e delle chiacchiere vuote o risapute e dimostra la forza della parola anche in Tv, e anche senza le immagggini, quando le parole vengono usate con talento e con onestà intellettuale.
Perché dimostra che la  passione civile si esprime con maggiore incisività in un discorso strutturato di ragione storica e di cose, che induca a ragionare e pungoli il desiderio di sapere – mentre nega se stessa quando invece assume la forma di frasi fatte o di roboanti proclami spettacolari.
Perchè i conduttori si presentano in veste di persone anziché di domatori o di auto-incensantisi eroi.
Perché oppone l'ironia alla prepotenza boriosa.
Perchè propone figure nuove, spoglia le usuali delle loro maschere irrigidite e dà voce a persone che normalmente non ne hanno nei media – non il passante scelto a caso che strilla un ennesimo luogo comune, ma il cittadino che ha maturato una sua esperienza da comunicare, sia questo un intellettuale di fama o una persona semplice.

Commuove e rincuora e riempie di gratitudine vedere che esistono persone civili, giovani che si ricollegano agli anziani e ne proseguono il discorso e lo rinnovano, che cercano nuove strade, che fanno buon uso del loro talento. Non che non ce lo immaginassimo o non lo sapessimo, ma vedere questo in Tv, nella nostra Tv, è cosa che non manca di emozionare e  aiuta ad avere speranza.

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2 commenti

  1. AnnaSetari

     /  novembre 24, 2010

    Dice Aldo Grasso sul Corriere che "Vieni via con me non è un format, è un calco. Di una cerimonia religiosa, di una messa, di una funzione liturgica." E da par suo ne spiega il perché. Gli elenchi come litanie o suppliche, l'officiante Fazio che trasferisce sui fedeli un'aura di senso di colpa, il Cristo è Saviano, vittima sacrificale con le sue parabole incontrovertibili ecc.
    Non sono osservazioni del tutto infondate. Tuttavia osservo che la messa originariamente è teatro. Evocazione e riattualizzazione di una storia. Un teatro che ben è vero si è irrigidito nella ripetizione e per molti ha finito con lo svuotarsi del suo originario potere evocativo. È a questo rito svuotato e non privo di un pesante sospetto di ipocrisia, che evidentemente si riferisce Grasso nell'offrire il suddetto paragone come critica, se non negativa, certo molto riduttiva della trasmissione. Ciò appare chiaro infine dal riferimento che non manca di fare ai guadagni dell'officiante (Fazio), e al potere di cui si approprierebbe offrendosi come inerme, vulnerabile. È qui che, a mio parere, casca l'asino del ragionamento di Grasso. Cosa c'entrano i guadagni infatti? Forse che un critico come Grasso avrebbe maggiore credibilità se scrivesse sul Corriere (esercitando il suo piccolo potere) col salario di un semplice operaio o di un cronista alle prime armi?

    Non è niente di epocale, Vieni via con me, certamente. È televisione. Ma nel suo piccolo, mette in scena un rito – un teatro – per nulla ancora stanco. Al contrario rappresenta, nel volgarissimo e orrendo panorama televisivo, qualcosa di diverso e dal vivo potere evocativo. Evoca la presenza di un altro paese all'interno del nostro paese. Le liste, lungi dall'essere lamentevoli litanie, offrono ai telespettatori frammenti di realtà solitamente oscurata; la sobrietà, l'educazione e l'ironia di Fazio danno spazio a modi e atteggiamenti che sono rarissimi sui nostri schermi. Già questo basterebbe a farci accogliere con gratitudine la sua trasmissione.

    Su un punto alla fine do piena ragione a Grasso: Saviano somiglia in modo impressionante al Gesù di Pasolini. È vero. Vogliamo fargliene una colpa? Cosa dovrebbe fare? evitare per questo di apparire e di parlare in pubblico?
    O forse dovrebbe, per essere credibile, portare fino in fondo la somiglianza e morire, come sembrano suggerirgli i suoi vari detrattori?

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  2. elis_mr

     /  novembre 30, 2010

    Condivido ogni parola di questo post, sì, rincuora e dà speranza!

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