ragione e presentimento

La ragione sostiene che, secondo lei, il PdL non dovrebbe “staccare la spina” finché i sondaggi non gli sono favorevoli e finché la situazione economica è ancora a rischio, perché è interesse anche delle aziende di Berlusconi che l’Italia non vada in malora (non a caso, è stato per un senso di responsabilità, non certo verso l’Italia, ma verso le sue aziende , che Berl., dopo la riunione con i familiari e i dirigenti Mediaset, si dimise).

Ma a questo astratto ottimismo della ragione non corrisponde un uguale ottimismo da parte del più suggestionabile presentimento. Si torna infatti a vedere sugli schermi lo sguardo tetro o addirittura terreo del caimano, pressato dai ricatti della Lega e in attesa della sentenza Mills e si tornano a sentire le dichiarazioni minacciose sue e dei suoi:

Non posso sostenere un esecutivo con chi vuole mandarmi in galera. Serve un disarmo e il primo passo è la sentenza Mills” (Berlusconi).

“È chiaro  che una condanna che arriva a un giorno dalla prescrizione significa che anche il collegio dei giudici, oltre alla procura, si è accanito. E per noi sarebbe una sentenza politica con conseguenze politiche. Perché i giudici non vivono sulla luna”. (Maurizio Lupi)

“Berlusconi vede che il decreto Monti colpisce da una parte sola. E i nostri, sul territorio, si devono difendere dall’accusa di votare queste misure impossibili insieme al Pd. Ma pian piano la gente sta iniziando a capire che non era colpa di Berlusconi quello che è accaduto. Bisogna aspettare una quindicina di giorni e poi vediamo” (Brancher)

Questa gente, con la Lega e con  le varie categorie che, colpite per la prima volta, si sentono le sole colpite, e a  cui aggiungerei i vari evasori, non hanno alcun senso di responsabilità verso il bene comune e sono disposti a tutto pur di salvare i loro interessi personali. Ora che è passato il decreto “salva Italia”, pensano che non ci sia bisogno d’altro e che si potrebbe tornare impunemente (per loro) all’andazzo di prima.

La ragione a questo punto vorrebbe ribattere che la maggioranza della popolazione tuttavia non permetterebbe a questi di trionfare di nuovo. Ma, chissà perché, non si azzarda a sostenerlo con sicurezza.

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