Forse sarebbe ora che i giornalisti la smettessero di concentrarsi nella caccia ai naufraghi da intervistare e di esercitarsi in facile retorica sulla catastrofe della Concordia e (limitandosi per tale sciagura a darci il corpo delle notizie più che il loro drappeggio) sentissero il dovere di salire su per la biscaggina, per farci capire ciò che sta succedendo intanto a bordo della Sicilia.
La notizia dello sciopero dei camionisti e della conseguente paralisi dell’isola è finora rimasta nascosta in poche righe o assente del tutto dalle pagine dei quotidiani, come fosse vicenda riguardante qualche sperduta isoletta del Pacifico. Ma è Italia, dopotutto: vorremmo sapere e, se possibile, capire.


gabrilu
/ gennaio 19, 2012Beh, prendila per quel che vale, e cioè solo come una testimonianza.
Io abito a Palermo. Quello che sta succedendo è importante “perchè sta succedendo”. Nel senso che non è indifferente che proprio in questo posto e non in un altro sia nato un sedicente “movimento dei forconi”.
E’ cosa grave, qualunquista, brutta (a mio modo di vedere) e da tener d’occhio.D’altra parte, quando uno ha avuto per decenni sindaci come tal Cammarata e Governatori Regionali come un Toto Cuffaro ieri e un Lombardo oggi (tutta gente, intendiamoci, che non ha ottenuto il potere per colpi di mano ma perchè democraticamente eletta — questo va a detto, a disonor di noi siculi) , è il minimo che possa accadere.
Per quanto riguarda invece il vivere quotidiano, i giornali esagerano sempre. Non sempre ma quasi sempre.
Palermo è una metropoli, ragazzi. E la Sicilia una grande isola.
Questo significa che non bastano quattro giorni di blocchi di Tir etc. per ridurre una città e un’isola come questa ad un folkloristico simil “assedio di Leningrado” in cui mancherebbero “latte, frutta, generi di prima necessità”.
Ohibo’
Sì, forse in questi giorni se vai in un supermarket palermitano avrai difficoltà a trovare proprio quella marca del tuo sushi preferito… Ammettiamo la triste realtà.
Per il resto, delle cose normali e che servono non manca proprio niente e si trova tutto.
Pesce, frutta, carne, verdura, latte, pane, pasta… insomma tutto.
Si’, ci sono difficoltà con la bemzina.
Ma finalmente la gente in questi giorni sta comprendendo che l’automobile va adoperato solo quando davvero serve, e che se deve comprare due cipolle dal fruttivendolo davanti casa può anche andarci a piedi, rinunciando ad andarci in macchina per poi lascirla in terza fila.
Questo lo dico e lo scrivo oggi, eh.
Del doman non ho certezza.
anna setari
/ gennaio 19, 2012Grazie, Gabriella, per il tuo reportage da bordo:-)
Da quanto ho letto in giro, penso anch’io che sia una cosa da tenere d’occhio, con i tempi che corrono.
Non a caso, del resto (Dio li fa e poi li accoppia) subito il giornale La Padania ha detto la sua, mostrando apprezzamento per questo “movimento dei forconi”…